Stipendio orario: a cosa serve
Confrontare un lavoro dipendente con un'attività da libero professionista è impossibile finché entrambi non vengono espressi nella stessa unità di misura. Questo calcolatore converte in entrambe le direzioni — a partire dallo stipendio lordo mensile, annuo o da una tariffa oraria — e ti permette di impostare le ore settimanali e le settimane retribuite all'anno, il punto in cui le conversioni approssimative ingannano chi, da autonomo, non ha ferie pagate.
Stipendio orario: come si usa
- Scegli se partire da uno stipendio annuo, mensile o da una tariffa oraria.
- Inserisci l'importo e le ore lavorate a settimana (40 ore è l'orario a tempo pieno standard in Italia).
- Imposta le settimane retribuite all’anno: 52 per un dipendente, circa 46 per un libero professionista che non retribuisce le proprie ferie.
- Leggi gli equivalenti orario, giornaliero, settimanale, mensile e annuo.
La formula utilizzata
Tariffa oraria = stipendio annuo ÷ (ore settimanali × settimane annue). Stipendio annuo = tariffa oraria × ore settimanali × settimane annue.
Domande frequenti
Come considero le mensilità aggiuntive (tredicesima e quattordicesima)?
Se ricevi la tredicesima, e in alcuni settori anche la quattordicesima, usa la modalità annua con lo stipendio lordo annuo completo, comprensivo di quelle mensilità: moltiplicare semplicemente lo stipendio mensile per 12 le escluderebbe.
Perché un libero professionista deve farsi pagare di più all’ora rispetto a un dipendente?
Perché lo stipendio da dipendente include ferie pagate, malattia, TFR e contributi versati dal datore di lavoro. Il libero professionista finanzia tutto questo con la propria tariffa, oltre ai contributi INPS a proprio carico, motivo per cui una maggiorazione del 25-40% è comune.
È stipendio lordo o netto?
Lordo, prima di IRPEF, addizionali e contributi previdenziali. Il netto dipende dalla tua situazione fiscale, dalle detrazioni e dal contratto applicato.
Quante settimane dovrebbe inserire un libero professionista?
Sottrai ferie, giorni di malattia e il tempo dedicato ad attività amministrative non fatturabili. Molti consulenti indipendenti fatturano di fatto tra le 44 e le 46 settimane l’anno.